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Torre Paola
Questo percorso comincia dalla torre, non dalla duna. Torre Paola sta sul canale, dove il lago di Paola esce verso il mare, ai piedi del Circeo. Si arriva e si guarda prima la muratura, poi l’acqua del canale, poi il promontorio che sale subito dietro. È il parco letto dalla costa: la torre è il primo segno, quello che dice dove finisce l’acqua ferma e comincia la roccia. Da qui non si torna indietro verso il paese. Si entra nel sentiero.
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Sentiero del Promontorio
Subito dopo la torre il sentiero prende la macchia. Il terreno sale, il vento si fa sentire tra i cespugli, e il litorale lasciato sotto resta visibile solo a tratti. Non è una salita da cronometrare. Si cammina nel fitto, si esce su un pezzo di roccia, si rientra nell’ombra. Il parco, da qui, non è più la cartolina del monte visto dal lago: è il sottobosco, l’odore del lentisco, il passo che si accorcia.
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Sosta al faro
Il faro è la sosta. Sotto c’è il mare del promontorio, e la costa piega verso ponente, lontano dalla duna da cui di solito si parte. Ci si appoggia, si lascia che il percorso si fermi un momento, e si guarda indietro il tratto appena salito: torre, macchia, roccia. Fino a qui si è venuti dal basso. Da qui in poi si scende, e l’acqua che si ritrova non è più quella del mare aperto, ma quella del lago.
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Lago di Paola
Si rientra sull’acqua ferma. Dopo il vento del promontorio il lago di Paola sembra un’altra stagione: canneto, barche, il monte che si specchia e non spinge più. La discesa finisce sulla sponda e il passo torna lungo. Si costeggia, si guarda indietro verso la torre, e si capisce l’anello. Il parco si distende. Mare, macchia, poi di nuovo lago, con il Circeo che da quaggiù è tornato a essere una sagoma.
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Duna
La fine è sul litorale, sulla duna che chiude il lago verso il mare. La sabbia è alta, il Circeo resta di lato, e il percorso cominciato in pietra si scioglie qui, in piano. Non c’è un monumento. C’è il cordone di sabbia, il rumore diverso dell’acqua, e il senso di essere tornati alla fascia che separa i due mari, quello aperto e quello fermo. Il parco, visto dal litorale, finisce così: torre, sentiero, faro, lago, e infine la duna.
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