Tappa 1 di 6
Duna di Sabaudia
Si parte sulla duna, il cordone di sabbia che tiene il mare da una parte e il lago dall’altra. Non è una spiaggia da attraversare in fretta: è alta, coperta di ginepro e di gigli, e da sopra lo sguardo prende tutto il promontorio. Il Circeo sta di fronte, scuro, con la costa che gli gira intorno. Per le prossime quattro ore non si esce da questo paesaggio. Il passo è lento apposta. Prima si guarda il monte, poi si scende verso l’acqua ferma.
Sabaudia · a piedi
Tappa 2 di 6
Lago di Paola
Il lago di Paola è l’acqua che sta dietro la duna. Non ha onde: è uno specchio lungo, chiuso dal canneto, e nelle ore ferme ci si legge dentro il Circeo. Si costeggia la sponda tra i giunchi e i tratti aperti, dove il fondo si fa chiaro e le barche restano ferme. È il momento in cui il percorso smette di essere solo mare e diventa parco. Qui non si sale ancora. Si resta bassi, a livello dell’acqua, con il monte che sembra più vicino di quanto sia.
Sabaudia · a piedi
Tappa 3 di 6
Torre Paola
La torre chiude il lago sul lato del promontorio. Sta sul canale che unisce Paola al mare, e da qui la camminata cambia direzione: non si costeggia più, si punta verso il monte. È una torre di guardia del Cinquecento, bassa e massiccia, messa in modo da tenere insieme lo sbocco del lago e la costa. Per il percorso è la svolta. Si lascia l’acqua ferma, si passa il canale con lo sguardo, e si entra nella macchia.
Sabaudia · a piedi
Tappa 4 di 6
Sentiero del Promontorio
Il sentiero sale sul fianco del Circeo senza fretta. La macchia è fitta, il vento arriva a tratti, e il mare si vede solo quando il sentiero si apre su un tratto di roccia. Si cammina tra lentisco e corbezzolo, e il passo si accorcia da solo perché il terreno sale e l’ombra è corta. Non è una cima da conquistare. È il tratto in cui la duna, lasciata indietro, diventa piccola, e il promontorio smette di essere uno sfondo.
Sabaudia · a piedi
Tappa 5 di 6
Sosta al faro
Al faro ci si ferma. Il mare è sotto, aperto, e l’entroterra resta alle spalle: Sabaudia e i laghi si riducono a una striscia chiara. È il punto più alto del percorso, non per i metri ma per lo sguardo. Da qui le quattro ore hanno un verso: si vede da dove si è partiti e si vede la costa che continua verso ponente. La sosta non è lunga. Serve a prendere il fiato e a girarsi, prima di scendere.
Sabaudia · a piedi
Tappa 6 di 6
Rientro alla duna
Si torna sulla stessa duna, ma la luce non è più quella della partenza. Il Circeo, che all’inizio era davanti, ora è alle spalle, e la sabbia ha un altro colore. Il percorso si chiude dove era cominciato, dopo lago, torre, macchia e faro. Non c’è un arrivo diverso dalla partenza: la fine è riconoscere il posto. Quattro ore, stesso territorio, passo lento, e la fascia costiera che resta lì, tra il mare e l’acqua ferma.
Sabaudia · a piedi